Giuseppe Sbriglio

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Ennesima sentenza di merito favorevole ai docenti precari del comparto scuola!

Come è purtroppo noto nel mondo della scuola migliaia di docenti precari vengono di anno in anno assunti alle dipendenze del ministero con contratti a tempo determinato che generalmente hanno la stessa durata dell’anno scolastico (da settembre a giugno) frutto di una scelta programmatica dell’amministrazione in un’ottica contenitiva dei costi.

Il loro inquadramento, infatti, è assai differente da quello dei Colleghi a tempo indeterminato in quanto il sistema di reclutamento a termine esclude gli avanzamenti in carriera ed i conseguenti aumenti salariali.

Il Giudice del lavoro di Ivrea, con sentenza del giugno 2012, ha tuttavia riconosciuto e confermato il diritto dei docenti assunti con contratto a termine di vedere equiparata la propria posizione retributiva con quella dei colleghi assunti a tempo indeterminato.

Ciò in base a quanto previsto dalla direttiva 1999/70/CE del 28/06/1999 secondo la quale i lavoratori a tempo determinato non possono essere trattati in modo meno favorevole dei lavoratori a tempo indeterminato comparabili per il solo fatto di avere un contratto o rapporto di lavoro a tempo determinato.

Ma non è tutto!

La lavoratrice precaria ha, altresì, ottenuto il riconoscimento degli scatti di anzianità previsti dal CCNL del comparto scuola per i docenti in ruolo!

Pertanto, il MIUR non solo è stato condannato al pagamento delle differenze retributive maturate per tutti gli anni di lavoro effettuati in virtù degli avanzamenti di carriera che avrebbe maturato (ivi comprese quelle relative al periodo estivo per i mesi di luglio ed agosto!!), ma anche a riconoscere l’avanzamento di grado della docente.

L’esito favorevole della pronuncia è stato dettato anche dal fatto che lo studio legale che ha offerto la propria assistenza legale, ha deciso di adottare una ben precisa linea difensiva.

In buona sostanza non è stata domandata la conversione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato, come avvenuto in moltissimi ricorsi non accolti, in quanto non consentita dal nostro ordinamento, ma, piuttosto, la semplice equiparazione retributiva per gli anni pregressi.

Questa pronuncia fa ben sperare tutti i docenti sin ora assunti con contratti a termine che sebbene non godano di una stabilità e certezza lavorativa non subiscano altresì un pregiudizio di natura economica.


AVV. GIUSEPPE SBRIGLIO  Presidente Adusbef Torino Associazione dei Consumatori

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